Le varianti del virus ed il vaccino di seconda generazione

Alcuni esperti di salute pubblica, preoccupati dalle varianti del virus, pensano alla necessità di indirizzare la ricerca verso lo studio di un vaccino di ‘seconda generazione’

Di fronte a questo probabile scenario che genera, in ogni caso, ulteriore ansia fra la popolazione, si sta lavorando ad un vaccino contro il Covid che potrebbe anche funzionare, con una certa efficacia, contro le cosiddette ‘varianti’ che intanto affiorano a livello globale. Gritstone Oncology è, infatti, l’Azienda che, in collaborazione con il National Institutes of Health, sta portando avanti gli studi clinici per una soluzione del genere.

A convincere, infatti, i ricercatori a sviluppare una nuova versione del vaccino, è stato l’emergere di nuovi ceppi che dal Sud-Africa all’Inghilterra, dal Brasile alla Danimarca, si stanno manifestando un po’ ovunque. Oltremodo, prima della pandemia, lo scopo principale di Gritstone era quello di realizzare immunoterapie per combattere il cancro. Ora, però, è la proteina spike ad essere presa di mira.

Di qui l’appello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a raccogliere le sequenze genetiche delle nuove varianti in uno sforzo planetario. Il Comitato dell’Oms per le emergenze ha, inoltre, esortato gli scienziati a predisporre un sistema standardizzato per la denominazione delle nuove varianti che eviti, comunque, riferimenti di tipo geografico.