“Andrà tutto bene?” Il documentario che raccoglie le voci della povertà durante la pandemia

I soldi che finiscono, le bollette che si accumulano, l’affitto troppo alto, lo sfratto che incombe. Per tante famiglie del nostro Paese, purtroppo, è questa la realtà con cui devono fare i conti da quando è scoppiata la pandemia

«Come posso portare le mie bambine alle giostre se non ho i soldi per fare la spesa?», si chiede Donato che arriva a ipotizzare di poter compiere «cose brutte come rubare» pur di far star bene le figlie. «Quando avrai i soldi per fare la spesa?», chiede Diego alla mamma che ha dovuto lasciare le buste alla cassa del supermercato perché il conto in banca era vuoto.

Sono solo alcune voci di mamme e papà che durante la pandemia hanno visto peggiorare la propria vita e che sono finiti in una condizione di povertà assoluta. C’è chi ha perso il lavoro, chi non ha una casa sicura, chi non può pagare la spesa al supermercato, tutte situazioni in cui i genitori non possono garantire ai propri figli una vita dignitosa.

Andrà tutto bene? è il documentario che raccoglie alcune di queste testimonianze. È stato realizzato da FABRICA, Centro di Ricerca sulla comunicazione, in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che si è celebrata lo scorso 20 Novembre e di cui proponiamo un estratto che sarà successivamente presentato dallo stesso Centro nella sua versione integrale.

Si tratta di un’emergenza nell’emergenza parallela a quella sanitaria, ma altrettanto preoccupante e drammatica perché colpisce famiglie che si trovavano già in difficoltà. Come dimostrano gli ultimi dati Istat le famiglie in povertà assoluta in Italia sono il 6,4%, ossia il 7,7% della popolazione e colpisce l’11,4% dei minori.

«È difficile dire oggi che è andato tutto bene perché siamo ancora con un punto interrogativo» è la domanda che si ponevano alla fine del lockdown della scorsa Primavera e che torna più che mai d’attualità in questi giorni in cui la nuova chiusura delle attività, anche se parziale, porta con sé ancora ansia e preoccupazione per il futuro.

*A cura dell’Associazione l’Albero della Vita