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E’ uno dei capolavori del ‘500 fiorentino, Patrimonio artistico del Centro storico cittadino

Il Chiostro dello Scalzo, è uno dei tanti gioielli seminascosti dell’immenso panorama artistico e culturale di Firenze che nasce come portico di accesso alla Chiesa della Compagnia dei Disciplinati di San Giovanni Battista.
A seguito della distruzione della Chiesa, il Chiostro è rimasto come Museo aperto al pubblico. I membri della Compagnia dei Disciplinati, tra l’altro, avevano l’abitudine, durante le processioni, di trasportare il Crocifisso coperti da un saio nero e a piedi scalzi. Da questa consuetudine nacque l’usanza di chiamare il portatore della Croce con l’appellativo ‘lo scalzo’.
La forma architettonica del Chiostro è semplice e lineare ed è opera di Giuliano da Sangallo, mentre l’interno, raccolto e luminoso, è affrescato da Andrea del Sarto, il cosiddetto ‘pittore senza errori’.
Andrea lo dipinse nell’arco di molti anni, dal 1509 al 1526, iniziandolo da giovanissimo pittore e portandolo a compimento da affermato genio del manierismo, dandoci così la possibilità di apprezzare in un unico ambiente la sua intera progressione stilistica.
Il ciclo di affreschi del Chiostro, dedicato alle storie di Giovanni Battista, ha visto anche la collaborazione di un altro grande del periodo, il vulcanico Franciabigio che vi lavorò durante i periodi di assenza di Andrea del Sarto.
Il Chiostro fu sempre particolarmente caro ad Andrea che abitando vicinissimo alla Chiesa ha potuto dedicarsi all’opera con calma riflessiva, lavorando a tempi alterni e maturando con sapienza quelle idee che avrebbe, poi, trasposto sulle pareti.
La scelta di dipingere le scene in toni di grigio, ma si potrebbe dire in bianco e nero, non toglie niente alla suggestione del dell’antico Sito, anzi, avvolge il tutto in un’aria di solennità che permette di apprezzare maggiormente il virtuosismo dell’artista.