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Il cambio di allenatore in panchina non ha dato sin qui i frutti sperati

A questo punto del Campionato e vista la parabola discendente dei Lupi, una domanda è giusto porsela (col senno di poi). È stato opportuno sostituire Caserta con Viali e permettere che il Direttore Sportivo Roberto Gemmi impedisse che Pierpaolo Bisoli arrivasse al Cosenza, dopo aver sbagliato, tra l’altro, diverse operazioni di mercato?
È una storia lunga e se vogliamo anche complessa quella che, quest’anno, si sta consumando ai piedi della Sila. Sta di fatto che la squadra rossoblù, a 7 gionate dal termine, si ritrova impelagata nella zona retrocessione, nonostante il Presidente Guarascio abbia quasi raddoppiato il suo badget per allestire un organico di qualità.
È di poche ore fa il Comunicato Stampa della Sociatà Bruzia con il quale annuncia «che al termine della seduta pomeridiana di allenamento, la squadra andrà in ritiro fino alla partenza per la gara con la Feralpisalò». Un ultimo tentativo per poter risollevare un gruppo, ormai, arrivato allo stremo delle proprie forze e che ricorda, vagamente, la Spal dello scorso anno.
Doveva essere una salvezza tranquilla e, forse, qualcosa in più, stante almeno alla parole della Dirigenza che in questi mesi a tutto aveva pensato, tranne che ritrovarsi con gli incubi e le preoccupazioni degli anni scorsi. Sarà un finale al cardipalma, per un Cosenza e la sua Stagione a dir poco fallimentare, specie per alcuni calciatori che hanno disatteso, in parte o del tutto, una benché minima aspettativa.