Gli Stati Uniti autorizzano il Pfizer per i ragazzi fra i 12 e i 15 anni

La decisione della Food and Drug Administration consente ora di avviare un percorso importante per il ritorno alla socialità in una fascia di età fortemente penalizzata durante la pandemia

E’ successo tutto qualche giorno fa e ora anche l’Agenzia Europea del Farmaco sta valutando se estenderla agli adolescenti del vecchio continente, prima dell’inizio del prossimo Anno scolastico. Tuttavia, negli Stati Uniti occorrerà un’ulteriore revisione dei dati prima di esprimere una raccomandazione formale per l’uso del vaccino negli adolescenti, anche perché finora la vaccinazione con questo farmaco è stata consentita a partire dai 16 anni.

Nel corso del monitoraggio della cosiddetta fase 3 effettuato su oltre 2 mila adolescenti, si sono verificati 18 casi di infezione sintomatica nel gruppo di controllo e nessuno fra i vaccinati, per cui il Pfizer ha offerto una protezione del 100% con una notevole produzione di anticorpi e, pertanto, le somministrazioni potranno a questo punto realmente iniziare.

Intanto, la rinomata Azienda farmaceutica ha scelto di dar corso a degli appositi studi clinici per ipotizzare l’inoculazione del prodotto ai bambini di età compresa fra i 2 e gli 11 anni e, si tenterà a breve, anche per quelli fra i 6 mesi e i 2 anni. L’esito della sperimentazione potrebbe, infatti, condurre ad una svolta clamorosa, se si considera che gli adolescenti si contagiano più facilmente ed hanno più frequenti contatti sociali. Di conseguenza, l’approvazione di un vaccino per i teenager darebbe un nuovo corso alla campagna vaccinale.