7 forti esplosioni squarciano la notte di Caracas, mentre il cielo del Venezuela viene solcato da 150 tra jet ed elicotteri da guerra americani. L’escalation tra Stati Uniti e Venezuela iniziata 5 mesi fa, ha raggiunto il suo apice.
Un’operazione militare che sembra appartenere al passato, ma che segna drammaticamente il nuovo presente. È un colpo di Stato che porta direttamente la firma di Washington.
Fa in tempo a denunciarlo Nicolás Maduro che si rifugia con sua moglie Cilia Rodriguez nella fortezza di Fuerte Tiunes, un complesso militare al Sud della Capitale: «Inaccettabile aggressione americana» è stato il messaggio che il Presidente è riescito a fare uscire.
Pochi minuti dopo verrà arrestato e portato via dal Paese. Lo annuncerà Trump poche ore più tardi. A quel punto l’operazione sarà terminata e la storia già scritta: «Saranno processati a New York» sono state, infatti, le parole del tycoon.