Un nuovo Studio riapre il caso della paternità della Monna Lisa
Una piccola rivoluzione sta interessando il dipinto più famoso del mondo e soprattutto il suo autore. Infatti, la Gioconda di Leonardo da Vinci, Opera già iconica quando venne realizzata agli inizi del ‘500, si arricchisce di nuovi particolari, culminati con uno Studio dettagliato ad opera di Jonathan Jones, Critico d’Arte inglese.
La Monna Lisa che il genio di Vinci realizzò su commissione di Francescodel Giocondo, nobile mercante fiorentino, desideroso di avere un ritratto della moglie Lisa Gherardini ispirò subito una serie di Opere simili, sia nell’espressione del volto (con il sorriso enigmatico), sia nella disposizione delle mani e del busto.
Ma proprio in questo sta l’elemento chiave e l’Opera leonardesca fu modello anche di ritratti di giovani dame del Rinascimento italiano dipinte senza veli, almeno nella parte superiore del corpo, tanto da apportare alle goderecce Corti dell’epoca indubbi elementi di lascivia e da suggerire momenti di passione ed erotismo.
Per Jones, seguendo in questo Giorgio Vasari, c’erano più Opere di Leonardo e della sua Scuola riconducibili, appunto, alla Monna Lisa. Oggi un grande disegno a carboncino su carta a doppia incollatura, conservato al MuseoCondédi Chantilly, a poca distanza da Parigi, raffigura una donna nuda seduta, rivolta frontalmente verso l’osservatore.