Cingolani: «Importanti investimenti del Recovery fund destinati al cambiamento climatico»

Il termine Transizione ecologica dà l’idea della trasformazione in atto non solo in Italia, ma in molti Paesi del G20. C’è una percezione chiara dell’urgenza di costruire un percorso che ci porti entro il 2030 ad una condizione che sia uniforme o simile in tutti i Paesi avanzati

«Il clima è un fenomeno trasversale orizzontale che riguarda tutte le attività dell’essere umano – ha dichiarato il Ministro Roberto Cingolani sia quelle sociali che quelle economiche e può favorire, tra l’altro, la riduzione di diseguaglianze sino a preservare, principalmente, il pianeta in cui viviamo, che non è stato trattato molto bene».

«Ci sono catastrofi di natura climatica connesse al riscaldamento globale che sono costosissime in termini di vite umane e danni sociali – ha, poi, spiegato Cingolani -. Il cambiamento climatico è qualcosa che, se non riusciremo a controllare, porterà a un innalzamento dei mari di 20 cm nel prossimo secolo. Inghilterra e Italia sono Paesi con migliaia di chilometri di coste e ne potrebbero soffrire in maniera gravissima, al punto da ridisegnare completamente le nostre aree costiere».

Oltretutto, anche i bambini che ora vanno a Scuola nei prossimo anni potrebbero vivere questi preoccupanti sconvolgimenti e non si parla di futuro remoto, ma dei nostri giovani. Tutto questo richiede, ovviamente, un atto di responsabilità in quanto nessuna generazione è mai stata messa così in pericolo.

«L’inquinamento dell’aria – ha, infine, concluso il Ministro – provoca 7 milioni di vittime ogni anno per malattie correlate, per cui dobbiamo mitigare queste situazioni drammatiche nelle quali ci troviamo oggi. Tant’è che stiamo per lanciare un’imponente azione da 70-80 miliardi legata al Recovery fund destinata ai cambiamenti climatici».