Cosenza, quello che manca sono i tifosi sugli spalti

La Serie B è giunta alla sua 25^ giornata di Campionato. Occorrono ancora altre 13 partite, oltre a quelle del prossimo turno, per delineare le sorti delle 20 squadre in lizza fra promozione e retrocessione

Chiaro che a preoccupare maggiormente i tifosi è l’attuale posizione in classifica del Cosenza, ma di recente anche il passo più spedito di alcune dirette concorrenti come, ad esempio, Cremonese e Reggina che con le vittorie contro Brescia e Pordenone, sembrano aver innescato una marcia un più nel tentativo di scalare posizioni più tranquille.

Resta, invece, impantanata nelle paludose acque del fondo classica la squadra di Occhiuzzi, che con la sconfitta di Lecce si è staccata ulteriormente da quella confort zone che la escluderebbe anche dall’eventuale sfida playoff per ottenere la salvezza. Tutto ciò, nonostante il recente mercato di Gennaio, che ha visto arrivare in riva al Crati calciatori d’esperienza ed, alcuni, dai piedi buoni.

Le attese, in realtà, sono tante. Molti appassionati, dopotutto, invocano una svolta per un gruppo che se da una parte perde poco, dall’altra fatica a conquistare i 3 punti, specie in casa. Ecco perché, la partita contro il Chievo, diventa un passaggio fondamentale nel cammino dei Lupi. Solo una vittoria, infatti, restituirebbe ai ragazzi la fiducia necessaria per scrollarsi di dosso quello che, nel frattempo, è diventato un grosso e scomodo tabù: i troppi pareggi e le zero vittorie casalinghe.

Secondo gli addetti ai lavori (e non solo), al di là dei convincenti prestazioni della squadra, che tuttavia fatica a trovare la via del goal, anche il mister, uno dei più apprezzati di tutta la categoria, dovrebbe dare un segnale forte all’ambiente, cominciando a rivedere il proprio modulo di gioco che significa, in buona sostanza, uno schieramento con difesa a 4 e centrocampo a 3, formula che, in effetti, ha funzionato meglio rispetto a quanto visto sinora a situazioni invertite.

Inoltre, c’è chi invoca anche l’utilizzo del doppio trequartista, con Tremolada e Bahlouli entrambi impiegati dal primo minuto, oppure chi preferirebbe vedere le due punte, Mbakogu insieme a Trotta, schierate titolari, sacrificando un affaticato Carretta. Il calcio, ovviamente, ci ha insegnato che nel nostro bel Paese quella dell’allenatore è una vocazione abbastanza diffusa, ma è anche vero che l’ansia della tifoseria rossoblù, intanto, è andata ben oltre ogni ragionevole comprensione. D’altronde, la passione verso la squadra è tanta e quello che sicuramente sta mancando di più ai ragazzi, è proprio il calore dei tifosi sugli spalti. Più di quanto possa accadere in ogni altro Club e in ogni altro Stadio della cadetteria.