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Un libro dedicato ai luoghi, all’arte e alla storia del mondo antico

E’ un invito a sintonizzarsi con Pompei attraverso le antenne della storia, soprattutto per intercettare quello che continua a trasmettere, anche a noi, uomini e donne del XXI° secolo, quasi 2 mila anni dopo la sua distruzione. Perché a Pompei, come scriveva Chateaubriand nel 1804, è «come se gli abitanti fossero andati via un quarto d’ora prima».
Massimo Osanna lo fa con un libro raffinato e non poteva esserci scelta più felice. Sfogliando Pompei ieri e oggi si apre una finestra sui nuovi scavi, impreziosita dalle foto di Luigi Spina. Uno sguardo intenso sulle ricerche che dal 2017 hanno consentito di incrociare diverse discipline, facendo di un approccio un metodo ora imprescindibile.
Dunque, un doppio binario sul quale l’Archeologia è incamminata e che ha consentito di indagare in maniera puntuale e rigorosa la distruzione della città dovuta all’eruzione del Vesuvio nell’Ottobre del 79 dopo Cristo. Pompei ieri e oggi perché è in questa altalena temporale che lo spazio umano si riconosce. In fondo, l’esperienza della visita agli Scavi, mette ogni persona di fronte ai propri simili, e quindi, di fronte a se stessi.