L’economia italiana lancia segnali di ripresa. Lo sostiene Confindustria

L’Italia inizia il lungo sentiero stretto di risalita dopo la crisi, con il PIL avviato sulla buona strada. L’Industria è solida e la produzione continua ad andare avanti, mentre qualcosa si muove anche nei servizi con i primi segnali positivi dalle riaperture

In Italia i consumi sono deboli, ma vicini alla svolta. L’inflazione resta ancora bassa, così come i tassi di interesse. C’è, comunque, creazione di lavoro nel Paese in quanto i dati sono positivi sia per gli investimenti che per l’export, attualmente in buona salute. Gli scambi mondiali, oltretutto, sono robusti, ma continuano a rincarare le commodity non energetiche. Nell’Eurozona si assiste al risveglio dei servizi, mentre la fiducia è sempre più alta negli USA.

La dinamica dei consumi è stata debole fino allo scorso Aprile, a causa delle misure di contenimento per frenare la minaccia del virus. La spesa, pur avendo in parte recuperato, appare in ogni caso lontana dai livelli pre-crisi, anche se a Maggio si è registrata una graduale ripresa della spesa delle famiglie italiane a causa dell’accelerazione della somministrazione dei vaccini e agli effetti positivi sulla curva dei contagi, che hanno consentito sul territorio nazionale di allentare il piano delle restrizioni.

L’export italiano, inoltre, è ripartito nel mese di Marzo scorso e a trainare la risalita sono state soprattutto le vendite nei Paesi dell’Unione Europea, mentre più deboli sono apparse quelle nell’extraUE. Sono, tuttavia, in espansione le vendite all’estero di beni intermedi e di consumo, segnalando come il commercio mondiale continua a crescere attestandosi su ottimi livelli, trainato in primo luogo dalle importazioni della Cina e degli altri Paesi emergenti asiatici.